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Con Thule Glide alla Scarpa d'Oro di Vigevano

Dato che Chiara avrebbe dovuto correre il suo lunghissimo in vista della Milano Marathon, ne ho approfittato per stare con Tommaso e rispolverare il passeggino Thule Glide in gara dopo il letargo invernale. E l'ennesima giornata primaverile ci ha fatto scoprire le strade della Scarpa d'Oro di Vigevano risalendo le fila dalle ultime posizioni. L'ennesima prova inaspettata.

Con Thule Glide alla Scarpa d'Oro di VigevanoTi piace vincere facile, potrebbe dirmi qualcuno. E' bastato superare decine di runners tra le strade di Vigevano spingendo un passeggino con un bimbo di nove mesi per avere il pubblico unanime e compatto dalla nostra parte (a parte i poverino, che ancor fatico a capire). La parte difficile è stata correre. Anche se sinceramente mi sono reso conto del perché di tanta fatica solo a fine gara. E' stata la prima volta per noi alla Scarpa d'Oro di Vigevano, mezzamaratona alla quale avrei voluto partecipare già da qualche anno, ma appuntamento che ho sempre rimandato per qualche motivo. E' stata Chiara a decidere per tutti, cercando di sfruttare i ventuno chilometri della mezza per correre (e farsi un po' trascinare) l'ultima parte dei suoi trentasei di giornata. E vista la contemporanea organizzazione di una 10 Km non competitiva, ne ho approfittato per testare la mia tenuta e quella di Tommaso con il passeggino da running Thule Glide

Tommaso ha ceduto subito. Evidentemente la comodità va oltre l'apparenza. E, seppur lo stroller sembri disegnato appositamente per la velocità, deve essere anche maledettamente comodo, visto che pochi minuti dopo la partenza si è addormentato fino a fine gara. Una quarantina di munuti in cui tutti quelli che lo hanno visto sono rimasti sbalorditi e increduli che riuscisse a dormire così beato. Soprattutto i primi chilometri sono stati difficili. Un tira-e-molla continuo, dovendo sorpassare mio malgrado tutti i gruppi più lenti della mezzamaratona. Purtroppo partire in coda dà questa scomodità che avevo già sperimentato ad ottobre alla DeeJay Ten di Milano. Uno slalom infinito, con brusche frenate e ripartenze, che però non hanno minimamente disturbato le intenzioni di riposare di Tommaso. Oltretutto le strade di Vigevano non sono state di aiuto, con continue svolte a gomito tra vicoli stretti e la confusione che è aumentata raggiungendo man mano il gruppo centrale della mezza. Ma la nostra rincorsa non si è mai fermata, anche durante il passaggio sui sassi nella bellissima piazza e sul ciottolato attraverso il castello. 

Mi sarei voluto arrabbiare in alcuni casi, in cui runners incuranti (e soprattutto con le orecchie occupate ad ascoltare musica invece di sentire quello che accade intorno) si sono buttati in mezzo alla nostra traiettoria o ci hanno stretto in curva. Ma non ne sarebbe valsa la pena. Peccato che tutti non abbiano la stessa sensibilità. Se di mio mi sono accodato per non intralciare i podisti più veloci, sarebbe bello che altrettanto venisse fatto per me nel momento in cui mi trovo ad esserlo anche con un passeggino da spingere. Ma la stragrande maggioranza di quanti incrociati si è dimostrata più che contenta di cedermi passo e strada, con tanti incoraggiamenti, complimenti e battute ripetute per tutto il nostro lungo viaggio. 

I dieci chilometri sono passati abbastanza velocemente anche se la fatica è affiorata quasi subito. A parte i primi tre chilometri in cui non sono quasi riuscito a correre per la troppa confusione (5' 13", 4' 20" e 4' 35" i parziali) nei successivi ho recuperato il tempo perduto. Ma non mi sono reso conto della velocità alla quale stessi correndo fino a fine gara. L'intenzione iniziale era quella di stare intorno ai quaranta minuti, con un passo attorno ai 4' al chilometro. In realtà sono andato ben oltre. Aumentando piano piano, già al giro di boa la velocità è decisamente aumentata (3' 56" il quinto chilometro) regalandomi il chilometro più veloce (3' 46") appena fuoriusciti dalle strade di città più dritte e continue. Non che l'asfalto fosse migliorato molto (ma quante buche e scrostamenti ci sono a Vigevano?), ma evidentemente non avere più un'eccessiva confusione attorno mi ha permesso di correre in maniera regolare e più sciolto. 


Scarpa d'Oro di Vigevano con il passeggino da running Thule Glide e premiazione di Chiara. Si ringraziano Arturo Barbieri e Antonini Foto per le fotografie.

Anche se il Thule Glide l'ho usato tante altre volte, questa è stata la prima vera gara un po' tirata. E anche le braccia ne hanno risentito. Come insegnatomi, ho corso spingendo il passeggino solo con una mano, bilanciando il corpo con il movimento dell'altro braccio e dando di tanto in tanto il cambio tra destra e sinistra. Oggi un po' di indolenzimento è rimasto. Ma comunque la soddisfazione di portare a termina una corsa a così buon livello è stata tanta. La distanza complessiva mi è risultata leggermente più lunga dei dieci chilometri previsti (in serata poi ho replicato con un defaticamento lungo il Naviglio di altri dieci chilometri per concludere la distanza di giornata) e la media finale chiaramente influenzata dai primi chilometri di blocco e sorpassi, ma comunque un buon 42' 21" (4' 09") il passo. Ma credo che su un percorso libero e con passo costante avrei potuto facilmente rimanere attorno ai 38'. E questo mi fa ben sperare in vista di un diecimila senza passeggino da spingere. Forse ci proverò dopo la Conero Running del 23 aprile. Invece per la prossima prova in-spinta vedremo quando mamma-Chiara sarà ancor impegnata nei suoi allenamenti.

Corro Ergo Sum Runners

Chiara che ieri si è guadagnata l'ennesimo podio pur non pensando alla gara. Dieci chilometri prima del via, ventuno in gara e altri cinque al termine. E nonostante tutto un 1° posto di categoria (e sesta assoluta) nella mezza ufficiale. Se la buona-maratona si vede dagli allenamenti-del-mattino, la Milano Marathon (che quest'anno mi vedrà lavorare invece che correre) potrebbero riservarle delle belle sorprese. Settimana scorsa invece era stata Jessica a debuttare con i colori arancio-viola nell'Urban Trail di Firenze. Una due-giorni non-stop bagnata tra le colline e le strade fiorentine che l'hanno portata al 2° posto assoluto della classifica di combinata della gara in notturna del sabato di 13 Km e del lunghissimo di domenica di altri 46 Km. Infine, questo week-end ha visto debuttare con i colori sociali al Passo del Ciovasso anche Daniele, accompagnato per l'occasione dagli indomabili Christopher e Gabriele... #corroergosumrunnersmania.