Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare i contenuti e gli annunci, fornire le funzioni dei social-media e analizzare il traffico generato. Continuando a navigare in questo sito web acconsenti all'uso dei cookie.

Neanche a Pasqua sono resuscitato

Speravo in un miracolo o nella sorpresa nell’uovo... e invece anche Pasqua è passata senza infilare le scarpe da running. In realtà ci ho provato, ma il fastidio alla schiena che si è subito fatto sentire dopo i primi tre passi mi ha fatto desistere da inutili pazzie. Ci vorrà tempo. Tanto tempo. Ma qualcosa ho già iniziato a fare.

Dieta prima di tutto. Via vino e birra, dolci, pane, formaggi, fritti, spuntini fuori controllo. Il minimo per iniziare una dieta più controllata. Dovrò anche piano piano passare ad aumentare la quantità di frutta e verdura a scapito di carne e pasta. Che con la stagione dei barbecue alle porte non sarà cosa semplice. 

Esercizi per la schiena. Che vuol dire quotidiano allenamento per l'allungamento della colonna vertebrale, seguendo la nuova tecnica “VeDi” (venti secondi + dieci secondi) spiegata dal prof. Massini nel suo ultimo libro Tipi che corrono. Piccoli movimenti che alla lunga daranno sicuramente i loro frutti.

Rinforzo degli addominali bassi. Come consigliatomi anche dai tanti (che mi hanno scritto privatamente) che hanno avuto problemi alla schiena anche peggiori dei miei attuali. Gli addominali sono fondamentali per riuscire a scaricare il peso eccessivo che va a pesare sulla zona lombare. E per scaricarlo è necessario rendere più forte la zona addominale con esercizi specifici che però non vadano a chiedere ancora maggior sforzo alla schiena. In questo mi aiuterà Daniele dalla prossima settimana, Corro Ergo Sum Runner e preparatore.

In programma ho anche altri progetti, ad esempio con la bici, ma dei quali è prematuro ora parlare. Potrebbero servire a darmi nuovi stimoli per riuscire a superare questi mesi che si sono dimostrati più difficili di quanto pensassi.

E’ incredibile guardare gli sviluppi di tutta questa vicenda. Quando tutto è successo, ormai tre mesi fa, speravo in una rapida guarigione per non perdere giorni preziosi di allenamento. Ma poi da pochi giorni, lo stop si è trasformato in qualche settimana. Mi sono messo il cuore in pace, pensando che tutto sommato anche un mese di pausa non sarebbe andato male per un recupero più tranquillo. Esami, conformassi, analisi non hanno portato però a miglioramenti decisivi e soprattutto ad un ritorno sulla strada. Anzi. La situazione potrei definirla stabile al momento. Qualche miglioramento e qualche ricaduta. Se pensavo di recuperare in questa prima parte di stagione, ormai sono quasi sicuro che non sarà così facile riprendere a correre (seriamente) a breve. Soprattutto per quel che mi si prospetta, ci vorà qualche mese per vedere i risultati di tutti gli sforzi che inizieranno in questi giorni. Quando sarà il momento di rimettere il pettorale sarà un gran giorno, ma al momento lo vedo davvero molto lontano. 

Mi sono immaginato tutto questo tempo fa come la crisi del trentacinquesimo chilometro in maratona. Dura, pesante, demotivamente. Ma che prima o poi passa. Credevo fosse già alle spalle, ma mi sbagliavo. Forse era solo il trentesimo e la stanchezza già si stava facendo sentire. Ma prima o poi passerà. Deve passare. Perché alla fine di qualsiasi tunnel c’è un traguardo. Uno stramaledetto traguardo. Che sia per un personale o solo per dire ce l’ho fatta.