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Amico inverno

Un periodo tutto sommato piacevole questo inizio anno. Se la mia ripresa è potuta essere tranquilla e controllata lo devo anche a questo inverno amichevole. Certo, uscire in pausa pranzo baciato dal sole e qualche grado in più non è come correre la mattina presto ancora al buio o alla sera con il calare delle temebre. E' anche questione di fortuna, di poterlo fare. Ma, come dice il caro Igor in Frankenstein Junior, "potrebbe essere peggio... potrebbe piovere".

Amico invernoLa citazione mi ha anche fatto venire voglia di riguardare il film. Ma diciamocela tutta, un inverno senza neve, ghiaccio, pioggia, nebbia per così tanti giorni era da un po' che non si vedeva. Parlo di nord Italia, o per lo meno dei posti in cui io mi sono ritrovato con le scarpe da running ai piedi negli ultimi due mesi. E' stato fondamentale per me avere le co(r)se facilitate, senza dover aggiungere preoccupazioni esterne a quelle già intrinseche dovute ai problemi del polpaccio. Ma non sarà così ancora per molto tempo. Le nuvole si stanno avvicinando e con l'inizio di febbraio le giornate quasi primaverili saranno solo un ricordo. Si alzerà la tempratura, e non di poco, ma inevitabilmente saranno pioggia e vestiti bagnati ad accompagnare le nostre prossime uscite. Non che non mi piaccia correre sotto la pioggia, anzi. Ma dipende dal periodo. Se parliamo di temporale primaverile o estivo l'aspetto romantico della corsa viene esaltato. Un po' come correre attraverso i fotogrammi di una pubblicità. Ma quando le temperature sono più basse, le giornate più buie e la fatica è già tanta, il romanticismo lascia spazio al pessimismo. Ma se non ricordo male, anche negli ultimi anni, febbraio è stato proprio il mese meno amichevole per chi ama correre.

Intanto i miei programmi proseguono, godendomi questi ultimi giorni di sole. In settimana nuova replica di fartlek con ripetute brevi di duecento metri veloci e duecento metri lenti. Questa volta sull'amica alzaia della Martesana. Più facile correre quando i riferimenti sono certi e non improvvisati di ripetuta in ripetuta. Qualche secondo in meno rispetto alla scorsa settimana che mi fa ben sperare nel proseguo della preparazione. Oggi sono stato a trovare William per fare un po' di scarico in vista della gara di domenica alla Maratonina del Collio. Sulle colline del Collio goriziano correrò dopo tanto tempo insieme a Chiara. Ritmo a 4' 15" che dovrebbe venirmi facile visti gli ultimi allenamenti, ma rimane sempre comunque un po' di incertezza visto il lungo periodo lontano dalle gare. Una corsa che diventerà un punto di partenza per Chiara in vista della Maratona di Milano, ma che lo sarà anche per me, per capire dove andare. Cosa raggiungere. Magari, provare a preparare una mezza da fare a tutta a marzo (Stramilano?). Ma preferisco andarci con i piedi di piombo e vedere poco a poco cosa fare. Ci ripenserò lunedì, o domenica ritornando verso casa sulla A4. L'importante è volerlo. O, per dirla tutta ancora citando il buon Frederick, "finché dal mezzo di queste tenebre una luce improvvisa mi illuminò, una luce così brillante e portentosa eppure così semplice: cambiare i poli da positivo a negativo e da negativo a positivo. Io solo sono riuscito a scoprire il segreto di infondere la vita, macché, anche di più: io, proprio io, sono divenuto capace di rianimare nuovamente la materia inanimata! Si... può... fare!".