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Wings for Life World Run, secondi a nessuno

Secondo anno a Milano. Secondo piazzamento mondiale del polacco Olszewski. Secondo piazzamento per Re Giorgio e per Paola Sanna, nostri primi azzurri. Secondo l'amico Massi Milani a Breda in terra Olandese e secondo italiano al mondo. Come mi ha detto Giorgio "non si può sempre vincere" e mai come questa volta contava davvero solamente esserci. Noi ci siamo stati, insieme ad altri 155.288 runners.

Wings for Life World Run, seconda a nessunoVale la regola della maratona: se non l'hai provata non puoi capire cosa sia. Lo stesso è la Wings for Life World Run, l'evento di running più partecipato al mondo. Non vedo l'ora di potermi mettere davanti al pc e riguardare la diretta (ormai differita - lascerò la finestra ancora per qualche giorno in homepage se anche voi volete rivivere la giornata di domenica) mondiale di tutta la corsa, come è mia tradizione ogni anno il giorno dopo la gara. Rivederla da fuori, per rivivere tutte quelle emozioni che ci hanno travolto da dentro. Anche questa quarta edizione è finita e già non vedo l'ora di ricominciare a preparare nuovamente la prossima, migliorando quello che è andato bene e aggiustando ciò che non lo è stato. Per essere sempre, ogni volta, migliori.

Non ho potuto assistere dal vivo alla sfilata dei 4500 iscritti. Ma ho guardato decine di foto, ufficiali e amatoriali, in queste ore. Ed hanno tutte un unico denominatore comune: la gioia di esserci. Correndo, camminando, spingendo sulle due ruote di una carrozzina. Ma sempre con il sorriso. Anche nella fatica di chi ha provato ad andare oltre i propri limiti. La Wings for Life World Run azzera ogni dislivello. Si parte tutti alla pari e solo il più forte arriverà lontano. Esserci è quello che conta. Divertirsi, con e per gli altri. Il segreto di un successo.

Un week-end intenso come avevo già annunciato venerdì. E questa volta il clima non è stato neanche completamente dalla nostra parte. Peccato. Anche se iniziare a correre alle 13:00 di una domenica pomeriggio con solo 12°C non è cosa da sottovalutare da parte di un runner. Pioggia di maggembre che non ha però rovinato la festa. Nonostante sia arrivato al Villaggio in piazza del Cannone quando ancora tutto era chiuso, la mattinata, tra un appuntamento e un imprevisto, è volata via in un attimo. Prima coordinamento dei bikers, poi ritrovo dei pacers, attesa dell'arrivo dei top-runners e degli ambassador, presentazione sul palco centrale. Ore che sono sembrate minuti e volate via troppo presto. Avrei voluto godermi a fondo tutti quei momenti, ringraziando ancora prima di cominciare uno ad uno i miei ragazzi che hanno fatto un lavoro impeccabile. Avrei voluto incitarli, spronarli, motivarli. Ma non ce n'è stato bisogno. 

Piazza del Cannone si è riempita pian piano domenica mattina, diventando sempre più gialla col passare dei minuti. Maglie color del sole che hanno preso il posto dei giubbotti insieme ai pantaloni corti ed alle scarpe da running. L'ho attraversata a ripetizione, passando da uno stand all'altro, correndo la mia personale maratona ancor prima del via, come ricordato al microfono dagli amici speaker Lorenzo e Paolo. Piccoli aggiustamenti di imprevisti che servono a movimentare l'attesa. Alla presentazione dei vip sul palco centrale il popolo della Wings for Life World Run italiana ha potuto vedere e conoscere i volti dei campioni che l'hanno vissuta tra le prime file e dei personaggi che l'hanno promossa in questi mesi. Il nostro campione Giorgio Calcaterra, il polacco Bartosz Olszewski, il tedesco Florian Neuschwander e il cileno Francisco Morales. Senza dimenticare Katia Figini e Paola Sanna per le donne e (l'introvabile e poi vincitrice di Milano) campionessa austriaca Cornelia Moser. A movimentare l'atmosfera ci hanno pensato Giovanni Storti, Claudio Chiappucci e Beppe Bergomi, accompagnati da Giorgio Rocca, Giulia Pisani e Hai Doku. Un momento che ho fortemente voluto personalmente e che ha scaldato il clima ancor prima della partenza. Da riproporre e da rendere ancora più importante. 

A mezz'ora dalla partenza l'attenzione si è spostata in Piazza Castello dove le griglie (di partenza) si sono fatte roventi. Pacers e bikers sono stati i primi a posizionarsi, le auto apripista e di accompagnamento hanno scaldato i motori, i fotografi hanno inondato la strada di flash. Milano ha iniziato a ridiventare colorata fuggendo dal grigio e dal freddo della giornata. I dieci minuti prima del via sono stati quelli che mi hanno tolto il respiro, quando davanti alla linea della partenza ho visto il fiume di mani che hanno danzato all'unisono sul ritmo incalzato dagli speaker. Tutto perfetto, tutto com'era previsto. Quindi l'ultima mia corsa, a pochi minuti dallo sparo, sulla mia auto che si è allontanata piano piano quando il countdown ancora non era iniziato. Ho abbassato il finestrino e mi sono seduto all'esterno, guardando tutt'intorno. "Ok" ho pensato "adesso si balla!".


Wings for Life World Run di Milano: presentazione Top Runner e Ambassador con gli speaker Lorenzo e Paolo e i minuti prima della partenza.

In quei pochi minuti d'attesa, prima di vedere sbucare i top-runners dalla curva, ho rivissuto gli ultimi mesi di preparazione per questa nuova avventura. Dalle prime e-mail scambiate ancora questa estate alle ultime riunioni tecniche. Le telefonate, i documenti scritti e riscritti più volte, la conferenza stampa che ha dato il primo via ufficiale, il reclutamento di pacers e bikers, il successo delle running class, le chiacchiere con gli ambassador, le ricognizioni sul percorso. Un viaggio, un allenamento, per arrivare fino a quel momento. 

Milano questa volta non è stata completamente amica, complice il week-end di pioggia che ha fatto uscire dai box troppe auto nonostante l'ora di pranzo. Ho dovuto faticare non poco per bloccare intrusi e incroci troppo vivaci prima del nostro passaggio. Ma è stato bellissimo ancora una volta vedere il coordinamento tra vigili e motofalchi che hanno riportato l'ordine prima dell'arrivo dei primi atleti. Milano è bella. Da correre, da guardare dal basso col passo ritmato dai piedi. Assaporare il passaggio su pavé, asfalto, binari, parchi. Guardare i grattacieli e scoprire angoli che solitamente rimangono nascosti, anonimi, ma che regalano scorci indimenticabili quando li si attraversa. E quest'anno ho avuto la certezza che come noi non c'è nessuno. Chi ha corso all'estero la Wings for Life World Run (Breda in Olanda, Bratislava in Slovacchia, Monaco in Germania) non ha trovato tutto quello che Milano ha offerto. A partire dal percorso, spettacolare tra i chilometri corsi in città e gli scorci introvabili regalati dai Navigli e dal passaggio a Pavia fin sul Ponte della Becca. Ma anche tutti i servizi offerti (pacers, bikers, animazione, medaglia, recovery bag, metro, ristoro finale, spogliatoio, docce, villaggio) che sembrano un must-have, ma che in realtà sono solo un regalo. Senza dimenticare tutto il lavoro fatto dai volontari, sparsi ovunque, lungo i cento chilometri (!) del percorso.

La gara l'ho vissuta ancora una volta in posizione privilegiata, seguendo i più veloci a qualche centinaio di metri. Stupendomi quando ho visto maglie non conosciute prendere il vantaggio sui predestinati a giocarsi la vittoria finale, tifando quando la lotta si è fatta più serrata tra Giorgio e si suoi avversari. Ma sapendo sempre che sarebbe passato molto tempo prima di sapere come sarebbe andata a finire. Il percorso si è rivelato ancora una volta velocissimo, con proiezioni iniziali di arrivo oltre i novanta chilometri. Ho presidiato attentamente i punti critici, godendo dei passaggi più suggestivi come in Piazza Duomo, densa di turisti che non si sono lasciati sfuggire l'occasione di diventare anche tifosi. Usciti da Milano, lungo il Naviglio Pavese, la lotta è diventata a due ben prima del cinquantesimo chilometro. Ed ho potuto raccontare in diretta telefonica al Villaggio quello che stavamo vivendo, portando un po' anche del nostro esserci a chi guardava lo schermo con la diretta mondiale. Giorgio e il polacco che si sfidano a vicenda, allungando e riducendo i rispettivi svantaggi, sentendo l'incitamento del pubblico a chilometri di distanza, intanto che il sole e il caldo decidevano di fare capolino mentre il pomeriggio stava già quasi diventando sera. 

Non nego di essere stato di parte, di aver tifato e spronato Giorgio più volte, guardando la smorfia di fatica aumentare sul suo volto, nutrendosi anche del tifo incontrato tra le strade di Pavia per combatterla. Ma nulla ha potuto negli ultimi dieci chilometri quando Bartosz Olszewski ha aumentato il ritmo, prendendo quei metri di vantaggio che l'hanno fatto diventare Campione della Wings for Life World Run italiana all'ottantottesimo chilometro. Eppure senza riuscire a guadagnarsi anche la fascia mondiale, strappatagli dallo svedese Aron Anderson, dopo novantadue chilometri. Nulla di strano, se non che Anderson li ha percorsi tutti spingendosi su una sedia a rotelle (non una hand-bike!) lungo le strade di Dubai. Il modo migliore per accettare di non aver vinto per una volta. Una storia perfetta per raccontare cosa sia la Wings for Life World Run.


Wings for Life World Run di Milano: bikers (una parte), pacers, Massi Milani in azione in testa alla gara olandese con i colori Corro Ergo Sum e foto con parte del Team prima della partenza. 

Team Corro Ergo Sum

Ma Wings for Life World Run non è solo la corsa di quelli che macinano chilometri come se avessero le ali ai piedi. E nel nostro piccolo, abbiamo vinto anche noi la nostra piccola gara. Grazie a tutti quelli che si sono iscritti al Team Corro Ergo Sum ci siamo classificati come 1° Team Italiano e 32° Team al mondo per numero di chilometri percorsi. Peccato che siano solo stati 51 quelli raggiunti dal catcher-car (chi non ha aspettato il suo arrivo e si è ritirato prima non rientra chiaramente in classifica), altrimenti saremmo potuti andare ben oltre. Sarà per il prossimo anno.

Ma non posso esimermi dal ringraziare e dal raccontare la grande impresa del nostro più grande top-runner, Massi Milani che a Breda (in Olanda) ha rischiato di vincere il titolo nazionale con addosso i colori viola-arancio di Corro Ergo Sum, arrendendosi solo dopo 68,6 Km. "Oggi troppo vento per correre bene e a lungo. Ma per una volta nella vita i numeri non contano. Sono contento di aver partecipato ad una gara che finanzia la ricerca sul midollo spinale, nulla di meglio per debuttare nella ultramaratona. Peccato non aver vinto, concludendo al secondo posto nella gara di Breda dopo una competizione affascinante. Quindicesimo a livello mondiale, secondo italiano dopo Calcaterra, primo MM40 globale (in effetti sono ancora giovane), ho corso per 4 ore e 32 minuti, avrei fatti un paio di km in più ma quando il giovane austriaco (quasi 20 anni in meno!) mi ha superato ho pensato che in settimana devo fare tante cose e la corsa non è mai una priorità. Vorrei ringraziare Chiara per l’aiuto logistico, Dario per l’organizzazione e l'invito e Marta (la moglie, nda) per avermi dato il permesso in cambio di due mesi di stop dalle gare. Ho onorato l’invito: pensandoci sono passato alla maratona in 2h 43' (3’ 52” al Km), ai 50 Km in 3h 13' (sempre 3’ 53” al km), ho rallentato solo alla fine perché il vento spirava a 17 km/h oltre ad essere un po' stanco. Comunque 68,6 km a 3’ 57” li ho corsi".

La Wings for Life World Run è tutto questo. E' un modo diverso di vivere il running. E' un evento (mondiale) a cui difficilmente farò fatica a rinunciare. Passerà qualche mese, ma poi ritornerò alla carica ricordandovi di esserci. Di provarlo. Di farlo diventare sempre più grande. In questa sola edizione abbiamo raccolto 6.800.000 € per la ricerca sulle lesioni al midollo spinale, correndo ben 1.431.183 Km nelle 25 location di tutto il mondo. Segnatevi in calendario il 6 maggio 2018. Le pre-iscrizioni sono già aperte. Io vi aspetto. Sempre. Per correre per chi non può.