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Due giorni con Dynafit e Salewa

E' sempre un'occasione gradita quella di passare due giorni lontano dalla quotidianità e immersi nel mondo del running (o dell'outdoor in questo caso) respirando solo aria fresca di montagna e parlando di corsa. Un modo per imparare anche dagli altri, scoprire le ultime novità e correre, anche se solo per qualche chilometro, sempre in posti nuovi e da scoprire. 

Due giorni con Dynafit e SalewaE' soprattutto questo il periodo in cui mi piace viaggiare per lavoro. Tra maggio e agosto, quando le giornate si fanno calde e le trasferte diventano occasione per visitare nuovi versanti delle Alpi. Si parla quasi sempre di trail, ma non solo. La voglia di intraprendere i sentieri che partono da ogni piccolo villaggio austriaco è sempre tanta. Meta del nuovo pellegrinaggio questa volta è stato Alpbach, piccolo paesino disperso in una delle tante valli del Tirolo, tra Innsbruck e Salisburgo. 

Due giorni per scoprire insieme a Dynafit e Salewa le novità della prossima estate (2018). Due giorni dense di appuntamenti, tra presentazioni, sfilate e corsa. In realtà anche di altro, ma soprattutto per i miei compagni di viaggio. Perché non solo di corsa vive l'uomo. Hike and fly per i più temerari e arrampicata per i più tecnici. Ma pomeriggio rovinato un po' per tutti dall'arrivo dell'immancabile temporale alpino, che alla fine ha accompagnato solo noi con le scarpe da trail ai piedi fino alla fine della nostra uscita. Solo qualche chilometro con le nuove Trailbreaker Dynafit. Un piccolo, ma impegnativo sali-scendi attorno al paese, attraversando boschi slancianti e prati verdi risalendo il corso del piccolo torrente che ci ha accompagnato per i primi chilometri. E anche se domenica alla MoMot il ritmo non è stato altissimo, le gambe hanno sofferto i nuovi intensi strappi. Speriamo di non aver chiesto tropo in vista della Cortina-Dobbiaco ormai alle porte.

Trailbreaker e Alpine Pro Dynafit

La corsa è stata piacevole, accompagnati dalla coda del temporale che dopo qualche decina di minuti ha deciso di lasciarci all'asciutto. Ma regalandoci un pomeriggio finalmente fresco. Per l'uscita ho potuto scegliere tra le nuove Trailbreaker e le più avanzate Alpine Pro. Ho optato per le prime per testare una scarpa più versatile ed adatta a tutti (ma anche e soprattutto perché della sorella non c'era più il mio numero). La differenza tra le due è stata subito ben evidente appena calzate una su un piede e l'altra sull'altro. Ben più facile, rigida e stabile la prima; più morbida, confortevole e attiva la seconda. 

La Trailbreaker è una scarpa tradizionale. Appena iniziato a correre lungo il sentiero ghiaioso si è dimostrata ben più morbida rispetto alla prima impressione. Pianta larga e appoggio sicuro, aiutato da un drop alto di 10 mm. Né pesanti né leggere, hanno la particolarità nella loro suola, con una scanalatura che segue la linea ondulata della pianta del piede e un carrarmato esterno che aumenta il grip per assicurare l'appoggio. Suola studiata e progettata da Pomoca (azienda svizzera specializzata delle pelli di foca per lo sci d'alpinismo). La tomaia è leggera e traspirante, tanto che il piede si è subito rinfrescato, accarezzato dai fili d'erba appena bagnati dal temporale. Una scarpa versatile che si adatta a tutti i tipi di terreno, dalla ghiaia alla roccia più tecnica fino al sentiero battuto, pensata per le piccole uscite e gli allenamenti, soprattutto per chi è alle prime armi con il trail.

Le Alpine Pro non le ho potute sperimentare sulla "strada", ma mi sono subito stupito per la loro estrema morbidezza non appena calzate. Ammortizzazione per accompagnare i trailer più esperti lungo i sentieri delle ultra, unita ad una forma a dondolo (tecnicamente Alpine Rolling, ce ne si accorge subito non appena calzate) dell'intersuola per facilitare la dinamica di corsa e una rullata più armonica. La suola Vibram non ha certo avuto necessità di essere testata per conoscerne l'efficacia e la stabilità su tutti i tipi di terreno. Il drop di 8 mm le rende più reattive rispetto alle sorella, mentre la piastra di carbonio integrata tra suola e intersuola (per proteggere il piede sui terreni più tecnici) e il rinforzo diagonale sul tallone (Rubber Tension) garantiscono protezione e precisione nel passo. Una scarpa più tecnica, per chi pretende qualcosa in più ad ogni uscita. 

Novità Oberalp

Secondo giorno invece all'insegna delle vere novità per l'estate del prossimo anno. Una mattinata immersi nella sala delle sfilate, dove gustare da vicino le nuove linee Dynafit e Salewa. Dopo una piccola introduzione del presidente del Gruppo Oberalp, Heiner Oberrauch, è stato compito dell'amministratore delegato Massimo Baratto quello di spiegare la nuova direzione dei due marchi leader nell'outdoor. Attenzione spostata verso quelli che saranno i nuovi clienti di domani, i millenials, la generazione degli anni duemila. Quattro i punti cardine attorno ai quali ruota la loro strategia. Primo, una nuova interpretazione delle classiche discipline dei marchi del gruppo: lo speed hiking per Salewa (un escursionismo più veloce e tecnico, una via di mezzo tra trekking e trail), l'alpine running per Dynafit (ossia la corsa in montagna) e lo swim fitness per Speedo. Il tutto rivisto da un'ottica differente, non più solo svago, ma spinto vero il concetto di divertimento (fatto per attrarre i più giovani). Secondo punto, la digitalizzazione. Lacreazione di nuove applicazioni (o più semplicemente app) per registrare, rivivere e soprattutto condividere le proprie emozioni e le attività outdoor con gli amici. Terzo, la sostenibilità, già punto forte di tutti i marchi del gruppo, che all'interno delle proprie linee affiancano progetti solidali o di raccolta fondi (come Leopard Trust per Dynafit Snow o Tirolwool di Salewa). Infine, l'act fair, un agire equo, insieme. Una sorta di partnership 3.0 di condivisione dei dati.

Dynafit e Salewa

Dalle parole siamo poi passati ai fatti, godendoci modelle e modelli che hanno portato tutti i nuovi outfit per trail, hiking, climbining, trekking sulle passerelle della sala. Un mix difficile da interpretare, con colori e forme che si sono intrecciati tra una linea e l'altra. Ed è stato proprio questo il focus su cui si è basata l'ultima presentazione: la differenziazione tra discipline che si assomigliano molto, accomunate dalla stessa passione per l'outdoor. Dynafit (che si legge dinafit, come Dylan Dog) è il marchio sportivo nato dagli atleti per gli atleti, fatto per colmare e soddisfare le esigenze da chi chiede tutto alla montagna e specializzato nelle discipline di Alpine Running e Speedmountaineering. Salewa (che si pronuncia con la V, saleva) è invece una linea che rispecchia i luoghi in cui è nata, le Dolomiti (non a caso il suo play-off è sviluppato nel cuore delle Dolomiti). Stile italiano che incontra la mentalità tedesca, modernità e montagna che si intrecciano, dedicate a chi piace praticare il Pure Mountain, Alpine Climbing e Speed Hiking. Diversi focus, ma stessa passione. 

La visita alla showroom Dynafit ha chiuso la mia personale due giorni. Quattro le novità più interessanti in vista della prossima estate. La bellissima giacca Shakedry in Gore-Tex, singolo strato, leggerissima (solo 150 gr) con sistema ZipOver, un cerniera sulla schiena che permette di allargarne la vestibilità e indossarla sopra al proprio zaino da trail mantenendo tutto asciutto (senza tra l'altro rovinare il tessuto Gore-Tex infilando lo zaino sopra la giacca). La maglia Elevation S-Tech realizzata senza cuciture (Seamless Technology) per garantire la massima vestibilità e comodità ed evitare qualsiasi possibile irritazione alla pelle. I nuovi completi della campagna Limit.Less, progettati e pensati per affrontare la montagna con il minor peso addosso. Un outfit completo (giacca, shorts, zaino, bastoncini, fascia frontale, calzini e scarpe) che complessivamente pesa meno di 1,5 Kg. Non poteva poi mancare la scarpa, la nuova Alpine Pro, migliorata nei materiali e nella vestibilità e con le nuove colorazioni. 

Oltre a tutto questo poi c'è la professionalità e la competenza delle persone che ti accompagnano, che siano organizzatori o invitati non importa. Esperienze e attività diverse che ogni volta fanno incontrare facce nuove e ritrovare vecchi compagni. Il modo per imparare sempre qualcosa in più, non solo nuovo, ma anche diverso. Con in comune un'unica grande passione. Io la chiamo corsa, loro outdoor.