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Scarico, ripetute 2x8000 4' rec. 1x8000 4' 10" e Ekirun

Scarico. Carico. Scarico. Un programma tutto nuovo in vista della Firenze Marathon del prossimo 26 novembre. Ma ormai siamo agli sgoccioli e non c'è altro modo per arrivare pronti sulla linea di partenza. Se New York è stato un dilemma, la prossima lo sarà ancora di più. Ma con la certezza di aver fatto tutto il possibile per arrivarci al meglio.

Scarico, ripetute 2x8000 4' rec. 1x8000 4' 10

E' la prima volta che corro due maratone così ravvicinate. E i miei muscoli me lo hanno ricordato per tutta la scorsa settimana. Non fosse stata New York, non avrei avuto nessuna remora a fermarmi tra il trentasettesimo e il trentanovesimo chilometro per il tradizionale lunghissimo pre-maratona. Ma New York è New York. E sono stato felice di aver scelto di tagliare quel traguardo. 

Non sono certo il primo a correre un'intera maratona in preparazione di una successiva. Qualche anno fa lo aveva fatto anche Chiara (tra l'altro andando meglio nella prima che nella seconda) ed è cosa comune anche nelle preparazioni del caro amico Paolo. L'importante è sapersi dosare e non spremersi eccessivamente. D'altra parte un lunghissimo non è certo una gara. Ma anche se a New York ho controllato il ritmo, soprattutto nella parte iniziale, la fatica si è fatta sentire (eccome) nella parte finale, anche per colpa del tracciato non propriamente semplice. Adesso capisco perché il prof. Massini non mi era sembrato molto d'accordo quando gli avevo proposto la doppietta.

Maratona che, sommata al viaggio di ritorno e all'immancabile jet-lag, la scorsa settimana mi ha quasi fatto strisciare durante le poche e semplici uscite di scarico per recuperare. L'allenamento di mercoledì è stato quasi un supplizio, come le gambe pesanti e il vasto laterale a ricordarmi ad ogni passo di aver già dato a sufficienza per quest'anno. Inizialmente ero stato quasi tentato di sospendere l'uscita per il dolore, andato poi via via diminuendo man mano che il muscolo si è scaldato. Sensazione e situazione migliorata poi con l'andare dei giorni, con anche il ritmo tornato su livelli più accettabili.

Ripetute 2x8000 4' rec. 1x8000 4' 10"

Domenica sarebbe poi dovuto essere giorno per l'ultimo lungo, 26 Km suddivisi in tre serie di ripetute lunghe. Ma la concomitanza con la Ekirun a Milano, dove i Corro Ergo Sum Runners erano presenti e favoriti per il podio, mi ha fatto propendere per lo slittamento di un giorno. E ieri mattina è scattata la fatidica ora. La sorpresa è stata risentire le gambe vogliose di correre, con solo un po' di fastidio al tendine del piede destro. Ma appena passati i due chilometri di riscaldamento, il ritmo è cresciuto da solo seguendo il corso inverso del Canale Villoresi. 

Mi sono stupito leggendo i primi intermedi a cronometro, tutti sotto i 3' 55" e con qualche punta ancora più veloce. Tracciato amico nella prima parte, con solo qualche piccolo tratto di sterrato e un solo attraversamento stradale, che però non hanno dato nessun problema. Le gambe, con le 361° Meraki ai piedi, ha preso subito e mantenuto il ritmo senza incertezze. Nessun dolore, nessun segno di affaticamento residuo. Anzi, corsa facile che mi ha fatto sognare un finale di allenamento meno in sofferenza delle volte precedenti. Anche se poi così non è stato. Gli otto chilometri di recupero mi sono sembrati inizialmente facili. E pensare di dover mantenere un ritmo simile (4' 10") anche durante la maratona mi ha fatto meno paura di altre volte. Ma col passare dei chilometri e l'inizio della parte di tracciato in falsopiano risalendo il Naviglio Martesana tutte le certezze si sono dissolte. 

Con l'inizio dell'ultima parte di allenamento, il cambio di ritmo c'è stato, ma la difficoltà è stato mantenerlo. Le gambe sono ridiventate pesanti, il vasto laterale più duro e il ritmo è calato. Non troppo oltre il dovuto, ma in maniera decisamente pesante rispetto alla prima parte di allenamento. Un po' quello che mi è successo in tutti i lunghi fatti fino ad ora. Quella che mi manca è sempre la gamba. Cardio e, conseguentemente, fiato non mi hanno mai dato grossi problemi, anzi. Anche in quest'ultimo allenamento la FC max non è andata oltre i 164 bpm. Il VO2 max a fine allenamento si è assestato a 66. Tutti segnali che indicano che il problema sta da tutt'altra parte. E io so bene dove.

Come ultimamente mi aveva segnalato anche il prof. Massini, al momento la mia mancanza più grande è la forza specifica, la potenza dei muscoli, che dopo una certa distanza, dopo tot tempo, non riescono più a spingere come dovrebbero. E i crampi ne sono la conseguenza. Anche ieri, negli ultimi chilometri, i flessori ne hanno sofferto. Terminata questa parentesi-maratona, voglio concentrarmi esattamente su quello, approfittando del periodo invernale con meno gare e i challenge di cross alle porte. E corsa in salita, anche con l'aiuto di Technogym. Ma di questo parlerò poi più avanti. 

L'ultima volta che avevo corso lo stesso allenamento era stato due anni e mezzo fa, alla Staffetta dell'Unesco City Marathon insieme a Franco, probabilmente la più bella corsa (cronometricamente parlando) che abbia mai fatto. Una facilità di passo incredibile, un ritmo naturalmente folle (per me), il piacere di correre. Anche se poi, due settimane dopo, le cose in maratona non sono andate propriamente come sperato. Vedremo invece cosa dirà Firenze.

Corro Ergo Sum Runners all'Ekirun

Secondo anno consecutivo invece per i Corro Ergo Sum Runners all'Ekirun, l'ekiden di Milano (qui l'articolo della passata edizione che spiega anche cosa sia la staffetta giapponese). Gli impegni non mi hanno permesso di essere in prima fila come mi sarebbe piaciuto, ma ho affiancato i ragazzi (insieme e Tommaso) che hanno scelto di tenere alti i colori violarancio di Corro Ergo Sum. Capitano (e che capitano!) d'eccezione Christopher che ha raccolto attorno sé una squadra (per la categoria mista, 3 uomini + 3 donne) da battere. O almeno così hanno raccontato alla vigilia. Oltre a lui, che ha chiuso la staffetta con gli ultimi 7,2 Km prima dell'arrivo, Chiara, Fabrizio, Antonella, Camilla e (il grandissimo) Mauro Pifferi. 2h 37' 58" il tempo finale del nostro team che alla fine, come da pronostico, si è classificato 1° nella categoria mista e 6° in quella assoluta. 


Corro Ergo Sum Runners alla Ekirun: Christopher taglia il traguardo della vittoria (1), premiazione (2), foto di gruppo (3) e il trofeo origami (4).

Parlando di team, domani inizieranno anche i tesseramenti e i rinnovi per la prossima stagione FIDAL. Se anche voi nel 2018 volete essere parte dei Corro Ergo Sum Runners contattateci mandando una e-mail a runnerscorroergosum.it.

Se volete vedere tutti i miei allenamenti in preparazione della Firenze Marathon, seguite il profilo Corro Ergo Sum su Strava o Garmin Connect... #corriconme.