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Ripetute 12x400 1' 24" rec. 1' 30"

Come sempre i miei dubbi vengono fugati sul campo. Visto il post-corsa della Wings For Life World Run e la fatica per correre nei giorni successivi, credevo che ci avrei messo un po' a digerire i chilometri ed a far ritornare i muscoli a buon ritmo. Anche solo gli allunghi finali nell'allenamento di giovedì mi erano sembrati inarrivabili. Ma quando lo scarico viene fatto bene, senza forzare e solo per far ritornare le gambe al loro splendore, i risultati spesso sono immediati. Già sabato mattina lungo i sentieri di Montevecchia mi era sembrato di essere in piena ripresa, ma la conferma l'ho avuta subito domenica mattina con l'allenamento in stile criceto sulla pista di Gessate. Buon ritmo e muscoli tonici. Non ancora sui ritmi di preparazione di qualche settimana fa, ma sulla buona strada.

Ripetute al mattino presto, considerando la domenica mattina. O forse meglio dire appena alzato. Allenamento col quale non vado proprio d'accordo, visto che sono costretto a farlo quasi a digiuno. Per colazione solo una carbo-gelatina, che so di digerire immediatamente, e un caffè. Ma viste le giornate assolate a venire, è stato d'obbligo scegliere un orario il più fresco possibile. Sole che già stava cominciando a scaldare, ma temperatura sui 22°C ancora accettabile. Il centro sportivo di Gessate sarebbe stato totalmente deserto se non ci fosse stata in contemporanea la partita di campionato delle giovanili. Ma tutti erano concentrati sul campo verde principale. Quindi pista tutta per me. Una volta scaldate le gambe non mi hanno dato alcun problema. Ho avuto più timore di quel che dovessi averne in realtà. Spezzato il fiato con la prima ripetuta un po' più controllata delle altre è stato un lieve scendere di ritmo verso il finale di allenamento.

Sarei dovuto restare come due settimane fa sull'1' 24" a giro (3' 30" di media al chilometro), ma sono rimasto più basso di qualche secondo (1' 22" circa 3' 25"). Recupero un po' più breve a 1' 30", poco più di duecento metri. Non ho ancora la facilità di corsa dei giorni precedenti alla Milano Marathon, ma mi sembra essere già ben più sciolto. Fatica ne ho fatta, ma controllabile. La preoccupazione maggiore è stata quella di non sfiancarmi prima di metà allenamento, quando solitamente inverto il senso di rotta in pista e inizio il conto alla rovescia. Credo di essere riuscito a mantenere uno sforzo abbastanza costante per tutti i 10 Km corsi. Considerando l'orario pensavo decisamente peggio. Ma sono contento d'aver verificata la condizione che non è pessima come pensavo solo una settimana fa. La risposta delle gambe mi ha dato fiducia per i prossimi impegni. Già domenica proverò un dieci miglia in terra emilana alla Strapanaro dall'amico Andrea, che potrà dare qualche più significativo segnale sull'andamento del recupero. Poi sarà già tempo di MoMot.