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Piacevoli dolori

Sono più di tre mesi che non correvo 16 Km. L'ultima volta è stata per la Dieci Miglia di Colonia quando avrei voluto provare ad abbattere il muro dell'ora. Oggi invece l'obiettivo era un altro. Correre. Correre un chilometro in più di domenica. Correre. Uscire dopo il lavoro al freddo e al buio. Correre. Tornare a casa e sentire le gambe a pezzi. Correre. Non ero più nemmeno tanto abituato a rimanere fuori per così tanto tempo da solo, tempo e silenzio e solitudine per pensare. Ripensare a quando solo qualche settimana fa ero costretto a rimanere in casa, ripensare ai sacrifici e ai progetti mancati. E allora sì che correre diventa un piacere, che ogni passo è un passo avanti, verso quell'unico obiettivo. La Maratona.

Mi fanno male le gambe come non mi succedeva da parecchio tempo. E non solo male ai soliti muscoli di polpacci e cosce, ma anche ai glutei, ai piedi, a tutti i fasci muscolari delle gambe, agli addominali. E stasera godo nel sentirli vivi. Quando rientro a casa e sento tutti questi indolenzimenti so di aver fatto il mio. Sono soddisfatto, ancora più pronto ad uscire domani per fare il resto. Quando sono partito ho voluto appositamente tirare il freno a mano, perchè so che immagazzinare così tanti chilometri anche durante le uscite infrasettimanali è un lavoro pesante. Un lento e nulla più, lameno fino al giro di boa per poi sentire come sarei stato e vedere come proseguire. E poi vedere una volta a casa che la seconda parte di allenamento è stata più veloce della prima mi da sempre una certa soddisfazione. Non c'era più la luna lungo l'alzaia come la scorsa settimana ad illuminare l'asfalto. Questa sera è stata un'odissea nel buio. Non ho voluto portare nessuna luce, volevo solo pensare a correre e correre e correre. E non vedere bene dove poggiano i piedi aiuta anche a sviluppare un po' più di propriocezione, che non fa male. Sono andato bene per tutti i chilometri di andata fino a Cassano d'Adda. Al giro di boa ho visualizzato mentalmente il percorso che mi rimaneva da fare ed ho provato ad allungare il passo soprattutto nei tratti più regolari e pianeggianti. Gambe alte, braccia basse lungo i fianchi, passo regolare. Tutto bene fino agli ultimi tre chilometri, dove la stanchezza ha cominciato a fuoriuscire. Mi ci è voluta un po' più concentrazione, ma poi nel finale sono anche riuscito ad allungare un po' il passo. Ero curioso di vedere il tempo finale per capire com'ero andato e il risultato non è stato per nulla male per essere la prima volta dopo così tanto tempo, 1h 07' 27". Ho provato a confrontarlo con gli allenamento delle due ultime maratone e come ritmo sto decisamente in media. Nonn vedo l'ora di cominciare già a provare qualche ripetuta già da domani.

Domani poi potrei avere anche una bella sorpresa per Torino, la maratona che non farò. Mancano poco più di dieci giorni e se mi darà l'ok cederò il mio pettorale a Caio. Strani intrecci. Io che non posso correre la mia maratona per infortunio, lui che non può correre la sua per l'uragano. Lui che mi chiede di aiutarlo negli allenamenti, io che vorrei prendesse il mio posto. Per chiudere questo cerchio perfetto e per dare un senso a tutto questo. Sarebbe il modo anche per me per esserci in qualche maniera su quelle strade, in quel giorno. Tanto so già che lui ce la farà.