Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti, per personalizzare i contenuti e gli annunci, fornire le funzioni dei social-media e analizzare il traffico generato. Continuando a navigare in questo sito web acconsenti all'uso dei cookies.

Stramilano

La giornata si prospettava perfetta. Sono nel letto, distrutto a commentare i 21,097 Km di questa ennesima Stramilano, la gara che non mi tradisce mai. E' tornata anche Sara sia in-pista che all'arrivo e la differenza si sente. Anche se, quando ormai mancava solo l'entrata all'Arena e lei mi incitava, le forze residue erano ormai finite e non sono riuscito nemmeno a fare un sorriso. Oggi sono arrivato davvero distrutto. Grazie a dio il clima è stato clemente e le nuvole hanno coperto il sole ma senza far cadere nemmeno una singola goccia di pioggia. La temperatura ideale per correre: clima fresco, leggera brezza, terreno asciutto. Sapevo che sarebbe andata bene. D'altronde quando tutti i pezzi del puzzle combaciano i risultati devono arrivare per forza. E poi quanta festa. Più di cinuqantamaila al via della 10 Km, più di seimila (record) iscritti alla mezza agonistica internazionale. Anche il controllo stradale è andato bene per quanto posso aver valutato io: civiltà, qualche timido applauso, strade ingabbiate nei punti nevralgici. Quest'anno Milano merita almeno il sei, anche  se... all'arrivo qualcosa da mangiare lo avrei gradito. Ma mi sono rifatto arrivando a casa.

Dopo che Sara in compagnia di Eleonora e Mathias hanno presoil via da Piazza San Babila insieme al resto del gruppo per non rimanere imbrigliati nella morsa della corse nel corso (Vittorio Emanuale) ho sfidato l'ondata dei cinquantamila dirigendomi verso il Castello Sforzesco. E' impagabile vedere un'orda festante che corre per le vie del centro con l'unico obiettivo di esserci, lì, in quel momento, solo per correre insieme. Mancava solo Marco, doveva essere alla sua prima-vera esperienza. Ma ci sarà tempo per recuperare. All'appuntamneto con la squadra alla fontana di piazza castello incontro solo Franco. Aspettiamo insieme qualche minuto il resto della ciurma, ma non arrivando nessuno decidiamo di andare a cambiarci. Incrocio Manlio Gasparotto che ci guiderà tra tre settimane in quel del Norburgring in Germania alla Fishermen's Strongman Run e poco prima del riscaldamento riesco anche a salutare velocemente mamma, Carmen, Lucia, Ivana, Simonetta e qualche altro della Martesana Corse. Per la prima volta sono orfano di Zio. Cerco di prepararmi bene al via. Muscoli caldi, fiato spezzato, mente vuota. Per non perdere secondi preziosi c'è da correre subito sui 4 min/Km e non c'è tempo da perdere. Mi infilo in gabbia e incrocio Andrea e Linus. Mi sento un po' il peso della responsabilità mentre aspeto il via. Dimostrare che Treviglio non è stata casuale. Prendere i meritati risultati dopo tutti gli allenamenti e i sacrifici fatti. Non deludere le aspettative, mie e di chi crede insieme a me. Allo sparo conta solo correre. Riesco a passare dal via dopo 35" esatti e provo a correre, ma è quasi impossibile con tutti quelli che con ritmi troppo bassi occupano la strada davanti. Spintono e mi faccio largo il più possibile cercando di non sprecare troppe energie tra i vari cambi di ritmo e l'attenzione troppo alta dove si mettono i piedi. Passo al primo chilometro in 4' 10" già oltre la media che dovrei tenere, ma comuqnue con un buon passo. Sento Sara che mi saluta spuntando alta tra la folla che ci accompagna per i primi chilometri. Le fila si diradano leggermente e la situazione comincia ad essere vivibile appena prima di Corso Sempione. Al secondo intermedio ho già recuperato i secondi persi in partenza. La tattica di gara mi direbbe a quel punto di rallentare e di andare fino al decimo sui 4' 05", ma non ci riesco. Lascio che siano le gambe a comandare, anche se ho un po' paura di pagare tutto nel finale. Sento una voce che mi chiama alle spalle e saluto Luisa che non incrociavo da parecchio e... ragazzi quanto va! Io invece infilo una serie di quattro minuti netti fino al settimo chilometro, appena prima di Porta Venezia, dove di colpo (probabilmente un falsopiano) aggiungo una decina di secondi. In circonvallazione verso Piazza Cinque Giornate riprendo il ritmo fino al decimo, dove passo in 40' 25", tempo che fino allo scorso anno avevo come personale della distanza. Qui comincia la vera fatica. Dai miei rilevamenti mi era sembrato di aver diminuito il ritmo di qualche secondo, ma secondo gli intermedi TDS ho invece mantenuto il ritmo, addiritura scalando posizioni e aumentando leggermente nel finale. Sarà. Tra il 12 e il 13 Km verso il Penitenziario ho la mia solita leggera crisi, ma la faccio passare in fretta concentrandomi sulla postura di corsa. Ormai ho pochi attorno a me. Macino i chilometri, ogni tanto cerco qualche sguardo, ma cerco di non farmi distrarre troppo. Verso Piazza Wagner sento che le forze cominciano a diminuire, ma so anche che mancano non più di quattro o cinque chilometri. Do fondo alle scorte di glicogeno che ho in tasca e mi butto sulla parte finale. Quando intravedo il cartello del 18 Km so che ormai è solo questione di testa. Provo ad alzare il ritmo, che in realtà resta sempre lo stesso. Supero qualche gruppetto di 3/4 atleti che si riparano in scia dal leggero vento di Corso Sempione. Vedo in lontananza la torre del castello e penso solo a fare andare le gambe. Il piede non mi ha dato troppo fastidio durante la corsa, o per lo meno non ha inciso negativamente su andatura e testa. Mi accorgo di un leggero indolenzimento ma proseguo sicuro. All'ultimo chilometro quando già si intravede l'Arena inizia la parte più difficile. L'ultima volta, quattro settimane fa, l'avevo fatto in progressione ma questa volta mi accorgo di non averne. Oltretutto il passaggio sul sentiero a sassolini del Parco Sempione incide negativamente togliendo l'aderenza necessaria alla spinta. Vado per inerzia ma comunque riesco anche a scalare qualche posizione. Entro in Arena e punto all'arrivo quasi in solitaria, ancora una volta a braccia alzate per il mio nuovo personal best: 1h 25' 33". Rimango piegato appena dopo l'arrivo per qualche minuto cercando di riprendermi. Mi pulsa il piede. Mi pulsa la spalla. Mi pulsa il petto. Franco è poco più avanti arrivato da qualche minuto. Intravedo Andrea e Michela che vengono a salutarmi e dopo qualche minuto arriva anche Sara. Oggi ho vinto ancora.

Pettorale: 611
Posizione: 422 (su circa 6000 partecipanti)
Posizone di categoria: 75
Tempo "di gara" finale: 1h 25' 58"
Media: Km 5  00:20:38  4'07" - Km 10  00:40:25  4'05" - Km 15  01:00:45  4'04" - Km 21  01:25:33  4'04"

Pubblicato anche su Podisti.net. Grazie a Roberto Mandelli.