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Ripetute 3x2000 3' 45" rec. 3' [A2]

Non è andata come nelle ultime uscite di qualità ma non mi posso certo lamentare. Al mattino c'è sempre un alibi in più. Correre appena alzati con i sensi ancora addormentati. Correre a digiuno. Certo sarebbe un buon allenamento farlo sempre come fanno in tanti. Ma finchè avrò la possibilità di sfruttare la pausa prenzo credo rimarrò legato a quel momento. Ma il sabato è un giorno diverso. Anche se le gambe hanno reagito bene fin da subito. Non so quanto tempo fosse che non partivo a buon ritmo. Forse è stata la paura di arrivare scarico all'inizio della prima serie. Paura svanita subito al primo allungo.

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Ripetute 12x400 1' 24" rec. 1' [A2]

Mai mai mai mai arrendersi. Anche quando la testa dice basta. Anche quando le gambe tremano. Anche quando sembra che ci sia un abisso tra l'ora e la fine. Se lo avessi fatto oggi adesso sarei qui a scrivere tutt'altro. E non me ne sarei dato pace. Credo di non aver mai fatto così tanta fatica in pista come nell'allenamento sui 400 m di oggi. Non tanto per il ritmo delle ripetute, ho fatto anche di meglio. E' stato il recupero la parte più critica. Certo, fatica voluta. Allenamento mirato. Ma se dicessi che tutto è andato liscio mentirei. Adesso, a posteriori, posso dire di avercela fatta, ma mentre calpestavo il tappeto rosso di tartan più di una volta ho pensato che non sarei arrivato all'ultima curva.

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Tra Adda e Brembo (Canonica d'Adda)

Ritorno alle tapasciate dopo più di un mese. Era stata la prima uscita dopo l'infortunio, oggi è stata la prima uscita post-gara. Sono sempre più convinto che le tapasciate siano una tappa fondamentale che non ci si dovrebbe far scappare durante la preparazione di una qualsiasi gara. Sono un mix ben dosato di tutto ciò che fa bene alla corsa. La non-dipendenza da cronometro fa si che la testa sia più libera e leggera. E anche se si seguono tempi o ritmi per l'allenamento, la tensione non è mai comunque quella di una gara. Si corre insieme. Volenti o dolenti. La partenza libera ti costringe a correre sempre con qualcun altro. Che sia un amico, un compagno o uno sconosciuto. E due parole o un saluto non si negano a nessuno. Essendo per la maggior parte strutturate lungo sentiero il carico è completamente differente da una qualsiasi uscita di allenamento. E come se non bastasse, superare, schivare, allungare danno un involontario cambio di ritmo che è decisamente allenante, come piccole brevi ripetute. Per non parlare della propriocezione, soprattutto per piedi, caviglie e ginocchia. Una seduta di fisioterapia-riabilitativa gratuita. Oggi ho corso solo 15 Km, ma mi è sembrato di scalare una montagna.

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Ripetute 7x1000 3' 45" con Lunaracer

Non posso che essere ancora una volta soddisfatto. Per curiosità ho confrontato le serie da sette sui mille nell'ultimo anno (coincidenza vuole che la prima è stata proprio un anno fa, nda) e quella di oggi risulta essere la miglior seduta fatta fino ad ora. Vero che ad agosto con Franco faceva più caldo. Vero che correre dopo il lavoro, la sera, forse si è più stanchi. Ma credo che le condizioni di oggi non fossero le migliori, più che altro per i primi caldi (16°C alle 13.00, nda) ma soprattutto per la stanchezza che avevo nelle gambe questa settimana. Eppure sono andato oltre ogni più rosea aspettativa. Anche se quando parto penso sempre che sarà un successo.

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Fatica Continua

L’estremo benessere della fatica sportiva. Due termini che sembrerebbero contrastanti. Benessere e Fatica. Due concetti, due sensazioni che possono stare insieme se letti nell'ottica della resilienza. Resilienza, il concetto introdotto nella corse e nello sport in generale da Pietro Trabucchi, e ormai diventato il cardine per chi fa sport di endurance: la capacità di superare gli ostacoli, di resistere allo stress, alla fatica e rimanere motivati sui propri obiettivi, magari cambiandoli in corsa, ed uscire dalla crisi più forti di prima. Fatica che quindi non è più solo subire, ma la prova che serve per crescere, per diventare più forti. Quella forza che ti spinge fino al traguardo e ti fa urlare ce l'ho fatta.

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Cambio di giornata

Non avevo molta voglia di uscire oggi. Capita. Testa impegnata in altro fino a pochi minuti prima. Ma fortunatamente se ho da fare qualcosa in tabella non rinuncio mai. Fortunatamente, perchè alla fine ci voleva una corsa rilassante. Credo che correre a metà giornata, in pausa pranzo, sia il momento migliore (certo, per chi ne ha la possibilità). Ed oggi ne ho avuto la conferma. Se mai dovessi cambiare lavoro e non dovessi più riuscirci mi mancherà parecchio. Perchè un'uscita, anche se breve, anche se poco intensa, anche controvoglia, può essere la sorpresa che ti cambia la giornata.

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Aria di MoMot

Iniziato il conto alla rovescia per la MoMot con la presentazione ufficiale di ieri, questa mattina ci siamo fatti trascinare per strada in due. Io e Chiara. Come sarà tra tre mesi esatti sulle colline brianzole. Oggi però ci ha ospitati l'amata Martesana con un medio lento per me e un medio (un po' più lungo) a buon ritmo per lei. Anche questi sono piccoli segreti per correre insieme. Correre. Insieme. Provare il ritmo, imparare a conoscere lo stato di chi ti sta affianco senza bisogno di parlare. Aiutarsi a vicenda nei momenti di sofferenza. Solo un mese fa era Chiara a fare il ritmo ed a tirare il ritmo. Oggi stiamo ritornando alla normalità. Ma più uniti di prima.

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Medio lento e sudore

Un po' di fatica era già fuoriuscita ieri sul finale. Oggi è proseguita. Non è semplice riposare le gambe senza giorni di pausa e senza caricare con qualche chilometro in più. E questa non sarà certo una settimana riposante. Gara domenica più quattordici chilometri alle spalle più seduta dal fisioterapista per dare solievo ai polpacci sono stati un mix che oggi ho pagato. E' stato un medio-lento, solo 12 Km, tra l'altro sotto un bellissimo e caldo sole, ma la fatica è stata molta. Bene, perchè vuol dire che anche le sedute di lento servono. Che oltre a scaricare si immagazzinano chilometri. Che le gambe si stanno abituando poco alla volta a sopportare sempre di più. E anche la bilancia se ne sta accorgendo.

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Postumi da pista

Quando la prima sensazione del giorno dopo sono gambe pesanti e passo lento con difficoltà a tenere un ritmo blando allora vuol dire che il lavoro di qualità è stato fatto bene. Gambe che oggi non avevano la minima intenzione di staccarsi da terra, almeno per il primo tratto di andata dei 12 Km lenti da Cernusco a Villa Pompea. E i primi caldi non sono certo d'aiuto. Record stagionale a 18°C. E pensare che qualcuno ancora si ostina ad uscire con pantaloni lunghi e k-way in pausa pranzo. Vorrei fermarli a volte e capire se per loro la corsa è anche divertimento o solo un modo per distruggere il proprio corpo e perdere la voglia di rimettersi le scarpe.

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Videointervista a I Venerdì di Affari&Sport

E anche questa è andata. Prima esperienza davanti alle telecamere e meno peggio del previsto. O almeno di quanto mi aspettassi nel post-trasmissione. Ancora una volta l'importante era divertirsi e l'ho fatto. Certo, scrivere è tutt'altra cosa. Ma l'ho voluta interpretare come una chiacchierata tra amici, anche se a tratti l'emozione ha avuto il sopravvento. E poi quale occasione migliore da non lasciarsi sfuggire per divulgare il verbo di Corro Ergo Sum? Credo che dallo schermo non sia uscito nulla più di quanto non esca tutti i giorni dalle righe di questo blog. A me piace correre, mi piace divertirmi, mi piace parlare di corsa. Non credo di avere nulla da insegnare, quello che faccio è solo raccontare quello che vivo. Regalare le mie esperienze, condividere gioie e delusioni. Parlare di obiettivi raggiunti ed errori da evitare. Cercare nuovi stimoli, ascoltare consigli, provare nuove strade. Semplicemente correre. E raccontarlo.

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Countdown per la MoMot

Mancano tre mesi esatti alla terza edizione della Monza-Montevecchia Eco Trail, ma il countdown è già partito. Ho già inserito questa gara nelle mia top personale di quest'anno. L'esperienza del duemilatredici ha lasciato un segno indelebile nel mio cuore-sportivo. Una corsa alla quale difficilmente saprò mai rinunciare per la bellezza del suo particolarissimo percorso, che sale dal Parco di Monza fino al Santuario di Montevecchia passando per boschi e sentieri nascosti nel cuore della Brianza; per le diverse dinamiche di gara che nascono dalla corsa in coppia e a cronometro; per la sfida nella sfida con la cronoscalata di Montevecchia che può cambiare l'equilibrio di una corsa perfetta; per la impeccabile organizzazione lungo tutti i 33,5 Km di percorso, dove non manca mai un volontario che ti applauda per tutta la durata della corsa, che tu sia primo o ultimo; per l'aria di sport e di festa che si respira dal pre-gara fino alla conclusione delle premiazioni. Ci sarà solo voglia di correre e divertirsi domenica 8 giugno alla partenza davanti alla Villa Reale di Monza. E noi ci saremo.

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Un pantaloncino e una maglietta

Quando i risultati cominciano ad arrivare resta solo una cosa da fare, continuare a lavorare. E meglio di prima. Senza strafare e senza avere fretta. Sono i segreti che ho imparato in questi anni. Macinare chilometri godendo del momento. E poi raccogliere i frutti quando saranno maturi. E visto che la primavera ancora non è arrivata di lavoro ce n'è ancora molto. Però vedere i miglioramenti aiuta non poco a lavorare bene. Ad avere nuove motivazioni, a sepere d'essere sulla strada giusta. Così è sufficiente un pantaloncino e una maglietta per aprire la porta e cominciare a correre.

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