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Tra campi e rogge (Carugate)

E' stata dura alzarsi non più abituati al freddo e alla pioggia autunnale. Ma fortunatamente non ci siamo fatti intimorire. Quando poi ti ritrovi in mezzo ai sentieri cosparsi di pozzanghere e fango, quando senti le gocce di pioggia rinfrescarti la testa e il viso mischiandosi col sudore, quando senti gli schizzi di terra che riempiono le gambe intorpidite ringrazi di aver puntato la sveglia alle sei e trenta della domenica mattina e di essere ri-uscito per un'altra tapasciata tra i campi e le rogge della Martesana. Devi assaporare la corsa amatoriale per capirne il significato, per gustarti ogni piccolo particolare. Perchè ogni passo che fai su una strada sterrata è sempre un secondo in meno sul cronometro della prossima maratona.

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Ripetute 6x500 rec.500

Non so nemmeno più da quanto tempo non facessi una serie di ripetute. Prima lo stato di forma alto e le continue gare poi l'infortunio hanno fatto sì che fino ad oggi continuassi a rimandarle. E non fare ripetute vuol dire non progredire. Rimanere con i piedi incollati a terra. E' da ieri che non vedevo l'ora di ricominciare, di riprovare l'ebrezza di trovarmi senza un briciolo di energia, con le gambe doloranti e pesanti, il fiato corto e la gola bollente. Beh, stasera mi sono sentito esattamente così, distrutto. Visti i prossimi obiettivi e la disabitudine alla tipologia di allenamento ho optato per delle serie da cinquecento metri sui 10 Km. Non mi sono posto obiettivi, anche perchè non sarei stato in grado assolutamente di prefiggermi un ritmo. Ho lasciato che fossero gambe e fisico a decidere quale fosse l'andatura giusta e il giusto recupero.

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Bella di giorno

Quando è il sole che chiama non ci si può fermare. Il lungo ponte ha cambiato orari e ritmi, abitudini, ma non la voglia. Usciamo verso metà mattina quando il sole a intermittenza fa presagire che il pomeriggio potrebbe arrivare la pioggia. La temperatura ancora una volta pressochè perfetta. Trotterello ancora i primi chilometri con Chiara che mi aiuta a non esagerare nel riscaldamento. Tante la auto in giro nonostante fossimo nel week-end. Una volta arrivato sul Naviglio riprendo però il mio passo allungando deciso. L'alzaia è popolata ma non troppo. Il sabato per molti non è giorno di corsa. Mi limito ai 10 Km in vista dei quattordici o più che ho in mente per domani a Treviglio. Un quanto mai atteso ritorno alle tapasciate con il Mulino Vecchio.

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Uno Strongman alla Venice Marathon

Non ho potuto esserci, come non sarò a Torino e in nessun'altra maratona autunnale. Lascio allora che siano le parole di Andrea, le parole di chi ha corso, a de-scrivere ed a raccontare i chilometri di quest'ultimo week-end. New York, questo fine settimana, sarà un bel dilemma dopo l'uragano, ma già domenica alla Maratona di Venezia si è potuto vedere uno spettacolo al di fuori del comune, col tratto finale di gara corso in mezzo all'acqua alta. E nonostante le condizioni meteo l'abbiano resa decisamente più difficile e pesante, avrei voluto esserci per provatre qualcosa di unico. E' quando il gioco si fa duro che si deve cominciare a correre. Anche controvento.

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Class action contro la NY City Marathon

Notizia fresca delle ultime ore: un gruppo francese iscritto alla Maratona di New York 2012 avrebbe deciso di fare causa all'organizzazione della maratona più famosa al mondo e al sindaco della grande mela. Finalmente, aggiungo io. Mi aveva dato molto fastidio il clima di rassegnazione e di muta accettazione che ho letto tra le pagine di internet dopo il casino e lo sfruttamento di Bloomberg e tutta la sua crew. Come già scritto in precedenza nelle ore in cui si era saputo della sospensione della corsa, non sono contro la scelta di averla sospesa. Anzi, pienamente a favore. Il mio disaccordo è stato sempre e solo rivolto alle tempistiche con le quali sindaco e organizzatori hanno deciso di comunicare le decisioni, solo quando ormai tutti erano partiti per gli Stati Uniti. Adesso è forse il momento e l'occasione per "stare uniti" contro chi ha voluto solo speculare sulla passione dei runners. Anche in Italia si sta muovendo qualcosa, come racconta Manlio nel suo blog. Se anche voi volete unirvi non vi resta che rimanere aggiornati nei prossimi giorni sulle pagine di Corro Ergo Sum.

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Piacevoli dolori

Sono più di tre mesi che non correvo 16 Km. L'ultima volta è stata per la Dieci Miglia di Colonia quando avrei voluto provare ad abbattere il muro dell'ora. Oggi invece l'obiettivo era un altro. Correre. Correre un chilometro in più di domenica. Correre. Uscire dopo il lavoro al freddo e al buio. Correre. Tornare a casa e sentire le gambe a pezzi. Correre. Non ero più nemmeno tanto abituato a rimanere fuori per così tanto tempo da solo, tempo e silenzio e solitudine per pensare. Ripensare a quando solo qualche settimana fa ero costretto a rimanere in casa, ripensare ai sacrifici e ai progetti mancati. E allora sì che correre diventa un piacere, che ogni passo è un passo avanti, verso quell'unico obiettivo. La Maratona.

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Annullata la New York City Marathon

La parola fine è arrivata. La New York City Marathon non si correrà per la prima volta nella sua storia. Scelta saggia. Intelligente. Corretta. Peccato che sia arrivata con quasi una settimana di ritardo, quando ormai tantissima gente aveva deciso di non parteciparvi lo stesso, quando tantissimi irriducibili avevano comunque deciso di raggiungere la grande mela con altri mezzi, ore di attesa agli aereoporti, altri soldi spesi oltre al pazzesco costo di iscrizione e di viaggio. Il sogno americano distrutto, annientato in poche ore. La maratona che tutti sognano di correre almeno una volta nella vita. Sarebbe bastato fare la scelta per tempo, quando già si sapeva che lo stato di allerta e di crisi a New York sarebbe stato permanente: alberghi chiusi, sfollati, metropolitane interrotte, morti, impossibilità di prenotare nuove stanze, difficoltà di spostamenti. Ma la macchina da quasi mezzo miliardo di euro non si poteva fermare. No. Giorni di agonia, ferie sprecate, ore di attesa, telefonate tra amici e agenzie di viaggio. Tutto per cosa? Per non avere il coraggio di dire "No" per una volta. Di fare una scelta coraggiosa. Ma giusta. Ora chi li avverte quelli che sono oltreoceano che domenica non correranno? Ora chi li rimborsa di soldi e tempo buttati? Una maratona, le settimane d preparazione, si possono recuperare. Ma il resto? Forse chiunque si era iscritto avrebbe anche donato in beneficienza la propria iscrizione per i disagiati newyorkesi se le cose fossero state fatte in maniera corretta, onesta e pulita. Invece hanno solo pensato al dio denaro per poi arrendersi all'evidenza. Ma lo spirito del running è un altro. Quello che domenica ci sarà in ogni tapasciata in giro per l'Italia.

Trofeo Montestella (Milano) [A2]

Di più non avrei potuto fare. In realtà speravo un po' meglio. Prima della partenza mi sentivo bene e in forma. Gambe riposate da una pausa di due giorni, solita agitazione pre-gara, meteo quasi perfetto. Le premesse per fare bene c'erano tutte. E magari l'ho anche fatto, non ho altri termini di paragone se non la 10 Km di Parma. E quella era andata decisamente meglio, seppur con una gamba non a posto. Ma sono quasi due mesi fa e cinquanta giorni di stop, probabilmente fanno la differenza. Oltretutto oggi ho completamente sbagliato la partenza, ma queste sono le cose che capitano quando non si è più abituati alla tensione da gara ed a controllare il proprio corpo. Quasi inesperienza. Il vero rammarico che mi rimane ripensandoci questa sera è che i giorni che mi separano dalla Maratona di Milano, forse sono troppo pochi per poter pensare ad un miglioramento sui quarantadue chilometri. Ma è ancora troppo presto. Anche se la testa è già chilometri avanti.

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Soffici foglie gialle

Un tappeto di foglie gialle. Passi soffici sotto il sole. E' l'autunno primaverile che ci accompagna verso l'inverno. Correre di giorno ancora in maglietta e pantaloncini sono piccole chicche che a volte novembre regala. Prima di ricadere nella pioggia e nell'umidità tipica della pianura padana. Non ci è stato possibile rinunciare ad un'uscita mattiniera, ieri. Troppo forte il richiamo della scarpe da running che sembravano scalpitare alla vista del cielo azzurro e dei raggi del sole.

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Stratreviglio [Treviglio]

Ne era passato di tempo dall'ultima volta, ancora prima dell'estate. E ritornare a correre col GPA Mulino Vecchio proprio a Treviglio è stato quasi emozionante. Per tanti motivi. Ritrovare i vecchi amici e condividere con loro qualche chilometro, ritornare lungo un percorso che conosco e che mi piace anche se per pochi chilometri, vedere Chiara, reduce da New York, all'esordio nelle tapasciate lombarde e subito con un percorso da trenta e con un ottimo tempo che dà fiducia per la prossima Maratona di Firenze. E correre. Finalmente correre libero da pensieri e tempi, con la sola voglia di sentire la pioggia in faccia, la fatica nelle gambe.

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Di giorno

Sospeso tra la notte e il giorno. Appena ho iniziato a correre al buio sono subito arrivati i giorni in cui invece il sole ti invita ad uscire. E così ieri mattina in compagnia di Chiara sono partito per i nuovi 14 Km della settimana. Riscaldamento insieme fino all'alzaia e poi l'allungo verso il mio giro di boa. Correre insieme nei tratti iniziali del riscaldamento mi ha fatto sicuramente bene, visto che solitamente mi faccio prendere troppo dalla freschezza e parto a ritmi troppo alti. Quando ho allungato sul Naviglio le gambe hanno girato a meraviglia. Tantissima gente lungo la ciclabile, risvegliata dal torpore autunnala dal sole-caldo di giornata.

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Altri dodici

Altri 12 Km sono andati. Pensavo peggio e invece l'allenamento è stato abbastanza positivo. Un po' più veloce dell'altro giorno, un po' meno affaticato e il fastidio al polpaccio che è arrivato solo dopo sette chilometri. Credo sia solo affaticamento dato che prima non mi ha dato problemi, ma per sicurezza sabato mattina farò dare una controllatina fa William. C'era ancora un po' di luce fortunatamente, il buio è calato solo quando ormai ero già verso casa. La temperatura ideale per correre, ancora con maglia e pantaloni corti.

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